Il posto più bello dove camminare a Leuven è il Groot Begijnhof: la più grande città delle beghine nei paesi bassi, sopravvissuta miracolosamente intatta alle guerre del XX secolo. Una città nella città, un dedalo di viuzze e casine di mattoncini gialli dominato dalle guglie altissime di nero rilucente e di una grande chiesa con un tetto immenso affilato come una lama. Gli storici non hanno le idee chiare riguardo a chi fossero queste beghine, a cosa facessero in questi spazi. Vedove di guerra, sosteneva il belga Henry Pirenne, frutto dello squilibrio demografico causato dalla guerra dei trent’anni, un mostro che con la sua coda di epidemie aveva ingoiato gli uomini del continente; si organizzavano per non essere sole, si difendevano costruendo città solidali nelle città della violenza, e in un clima quasi monastico ricostruivano la loro vita. Oggi l’economia dei flussi, del riuso, dei grandi contenitori, della conoscenza ha trasformato gli interni di questo posto in residenza universitaria, in spazi congressuali, dominati da un’estetica minimalista e funzionalista, vuoti per buona parte del tempo; forse non si poteva fare di meglio, ma ho la sensazione che talvolta queste iniziative, fatte per ridare nuova linfa vitale a luoghi che hanno smarrito la loro ragione d’essere, finiscano per accelerarne la decadenza, e che invece di riportarli al centro, li marginalizzino ancora di più. Continua a leggere
Faraway in Vienna
Nel maggio dell’anno scorso una piccola società di ricerca di Napoli, con la quale ho avuto modo di lavorare nel passato, mi ha invitato a Vienna per presentare la mia attività di videoricercatore all’interno di una Conferenza Internazionale sulle politiche sociali in area urbana. In merito alla conferenza non c’è molto da dire; in queste grandi occasioni internazionali la scelta degli argomenti è piuttosto formale, il numero degli eventi esagerato, la trattazione superficiale. Tuttavia alcune persone conosciute durante i seminari mi hanno permesso di entrare in contatto con un insieme variegato e composito di microprogetti sociali, culturali, artistici, promossi da singoli cittadini e da associazioni viennesi, che lavorano negli spazi vuoti lasciati, nel tessuto urbano, dall’esodo degli ebrei del 1938. Questi “vuoti” fisici, luoghi incerti, vengono messi al centro di iniziative, che guardano non tanto al recupero della memoria, quanto alla costruzione di un nuovo tessuto sociale urbano. Continua a leggere
La lettera di un grande storico inglese, quasi centenario, ad Antonio Gramsci; Nino, lo chiama, per l’assiduità del rapporto con i suoi scritti e della frequentazione con il suo pensiero, e per via del legame umano e di solidarietà che li ha visti protagonisti, insieme pur senza potersi conoscere, delle lotte del “secolo breve”.
E’ una lettera di ringraziamento al “più grande sardo del 900”, e alla terra che lo ha generato: la Sardegna, al centro e al tempo stesso alla periferia del mondo. Nel caso di Antonio Gramsci, come nel mio caso, dice il gallese Hosbawn, è proprio lo sguardo che muove dalla periferia (peripherical perspective) che nasconde il genio per l’analisi e la comprensione del mondo. “I fell better taking a sighting of the world from periphery then the Center” scrive Stuart Hall, uno dei fondatori dei Cultural Studies, nel 1967. E’ un approccio fortemente diffuso negli studi storici, sociali e culturali inglesi. Uno sguardo che, ribadendo l’unicità dei luoghi e delle esperienze, è sottiniteso in Faraway in Europe.
‘Miracolo a Milano’ e il rapporto tra Vittorio De Sica e Cesare Zavattini attraverso materiale di repertorio e le testimonianze dell’attrice Brunella Bovo, dei critici cinematografici Tatti Sanguineti e Lorenzo Pellizzari, il doppiatore di Totò, Emilio Pozzi, e la comparsa Ivan Della Mea. I ricordi di Guido Vergani, Carlo Castellaneta, Guido Lopez e dello stesso Ivan Della Mea raccontano la Milano di quegli anni, ricordando allo spettatore che tutto intorno al set esisteva una città in fase di ricostruzione fisica e morale.
Viaggio intorno a Miracolo a Milano
di Sanela Bajric
Regia: Sanela Bajric Soggetto: Giuliana Dea Sceneggiatura: Giuliana Dea, Shantala Frigerio Durata: 28′ formato: Beta
Le comunità possibili – il promo
Le comunità possibili
Salute mentale e partecipazione dalla chiusura dei manicomi alla ricostruzione dell’Aquila
Nei primi giorni successivi al terremoto dell’Aquila, il 6 aprile 2009, ai responsabili del Dipartimento di salute mentale della ASL cittadina viene fatta pervenire la proposta di costruire una tendopoli specifica, distante dalle altre, riservata ai servizi e ai loro pazienti. La preoccupazione della Protezione Civile è, in qualche maniera, che la presenza dei “matti” in mezzo ai comuni cittadini possa creare problemi nella gestione dell’emergenza. Continua a leggere
Parole di lavoro
Parole di lavoro: imprese e lavoratori nel distretto modenese della meccanica (2009) from filippo tantillo on Vimeo.
Officina Emilia è un “Laboratorio di storia delle competenze e dell’innovazione nella meccanica” promosso dall’Università di Modena e Reggio Emilia. La collaborazione tra Officina Emilia e imprese del territorio nasce per indagare e rendere visibili quegli intrecci fra produzione ed innovazione che nel passato hanno caratterizzato il distretto produttivo della meccanica, e che oggi “fanno” la meccanica nell’area modenese, Continua a leggere
Via Anguillarese dalla sicurezza alla riqualificazione urbana
Via Anguillarese. Asse viario della nuova città (2007) from filippo tantillo on Vimeo.
Un piccolo esperimento di comunicazione istituzionale, per rendere in qualche maniera intellegibile e trasparente il progetto per “la città” di una amministrazione locale, in questo caso del comune di Anguillara Sabazia, dove vivo Continua a leggere
La necessità dell’Incontro. Imprese italiani e lavoratori migranti
La necessità dell’incontro. Imprese italiane e lavoratori migranti (2007) from filippo tantillo on Vimeo.
Nel 2006 l’Istituto di ricerca per il quale lavoro, l’Isfol, ha promosso un’indagine su “La forza lavoro non comunitaria: temi e questioni emergenti”, e di un video, ad essa collegato. Continua a leggere
Housing problems
uk – 1935 – b/w – 15 min
director: Arthur Elton, Edgar Anstey
production company: British commercial Gas associates
“Housing problems is both a propaganda piece and a document of optimism. Whit is image of new flats rising behind an old row of slum terraces in Stepney, it shows what has been done to improve living conditions by the most “enlightened” local authorities and planners, and provides an exhortation to others to follow suit. Continua a leggere
Traces of new path.
Traces of new paths. Local development practices in Molise (2006) from filippo tantillo on Vimeo.
Traces of new paths, short version subtitled del più lungo “Tracce di nuovi sentieri. Pratiche di sviluppo locale in Molise”, è il frutto di un lavoro di ricerca e animazione che un team da me coordinato, della società Studiare sviluppo srl, per conto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo – DPS, Ministero dello Sviluppo Economico, ha svolto tra il 2004 e il 2006 sul territorio del Progetto Integrato Territoriale (PIT) del Medio Trigno, in provincia di Campobasso. Continua a leggere

